A Cuba guerra civile: Trump vincerà facile

· 16 Marzo 2026


In questa puntata di “Te la ridò io l’America”, la nostra rubrica settimanale che registra la temperatura della politica e della società d’oltreoceano, Matteo De Sio racconta la tragica situazione a Cuba, oramai sull’orlo della guerra civile. La popolazione è allo stremo tra la scarsità di cibo (mancano ormai tutti i beni di prima necessità) e i continui blackout che si protraggono anche per 20 ore consecutive. Tutto si è fermato: attività commerciali, ospedali, uffici. La situazione è talmente grave da spingere chi protesta ad abbattere uno dei baluardi della Cuba dell’ex presidente Fidel Castro: decine di manifestanti hanno infatti preso d’assalto la sede del partito Comunista a nella città di Moròn, comune agricolo nella provincia di Ciego de Avila.

L’insofferenza della popolazione verso il governo di Dìaz-Canel ha raggiunto livelli tali per cui anche i media statali hanno dovuto dar conto delle notizie delle manifestazioni e del malcontento crescente a causa del blocco petrolifero imposto dagli Stati Uniti e dalle prese di posizione di Donald Trump che ha esplicitamente dichiarato di volere portare avanti un’operazione simile a quella avvenuta in Venezuela, che il capo della Casa Bianca ha chiamato addirittura “friendly takeover”, ovvero un ribaltamento dell’ordine costituito in maniera però “amichevole”. Anche perché, nel frattempo ci sono tanti attivisti cubani negli Stati Uniti che chiedono a Trump di rendere Cuba di nuovo grande (“Make Cuba Great Again”). Una figlia di un dissidente assassinato dalla dittatura socialista cubana ha dichiarato che bisogna assolutamente mettere fine a questo regime anche per via del disastro umanitario che sta perpetrando proprio nei confronti della popolazione sulla libertà di espressione.


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