Nirenstein: vi spiego la guerra di Trump e Bibi contro l’apocalisse islamista

· 28 Febbraio 2026


Pier Vittorio Scimia e Antonino d’Anna hanno parlato a Radio Libertà con Fiamma Nirenstein, scrittrice, editorialista de Il Giornale e Senior Fellow del Jerusalem Center for Security and Foreign Affairs, sull’attacco nelle ultime ore da parte di Israele e Stati Uniti all’Iran. Fiamma si trova a Tel Aviv e la conversazione si è interrotta quando le sirene d’allarme, a causa dell’arrivo di una risposta missilistica di Teheran su Israele, hanno chiamato la popolazione a mettersi al sicuro nei rifugi.

“Per noi è stata una grande sorpresa che l’attacco sia avvenuto di mattina, perché tutti quelli precedenti sono avvenuti nottetempo. Abbiamo appreso dal Ministero della Difesa che Israele volava con i suoi aerei da combattimento sopra Teheran e aveva attaccato alcuni obiettivi istituzionali, tra cui il quartiere dove abita Khamenei, il Ministero della Difesa iraniano, l’Agenzia per l’energia atomica e anche il Ministero dell’Intelligence”.

“Eravamo tutti sotto la doccia stamattina anche perché è Shabbat, quindi i bambini non sono a scuola, le famiglie sono a casa: quindi la situazione ha colto Israele in un momento particolare, siamo anche a due giorni di distanza dalla festa del Purim che è un carnevale ebraico con significati nazionali molto importanti. Abbiamo sentito decollare aerei tutta la notte, perché Israele è piccina, quindi quando si muovono lo sentiamo in tutti gli angoli del Paese. Abbiamo preparato le bottiglie dell’acqua, le coperte da portarci nei rifugi, ieri ero già stata a pulire perché avevo capito che ormai era il momento”.

“Trump ha spiegato il motivo per cui finalmente si è deciso: la trattativa andava male soprattutto sul ristretto obiettivo di ottenere dagli iraniani che smettessero di alimentare l’uranio a livelli utilizzabili per fini bellici e per la bomba atomica. Si parla di 450 kg di uranio arricchito al 60%, un livello del tutto militare, perché per usi energetici o medici viene arricchito all’1,5%. Un altro tema affrontato da Trump è l’esistenza di missili a lungo raggio. L’Iran ha anche un’industria molto fiorente di droni, di cui si serve Putin contro l’Ucraina, quindi è un’associazione a delinquere molto larga…”.

“Trump ha detto altre due cose importanti: ha promesso perdono alle Guardie della rivoluzione se disobbediscono agli ayatollah e non vanno a combattere, altrimenti il loro destino sarà terribile perché una guerra con gli Usa la perderanno. E poi ha parlato al popolo iraniano: noi siamo venuti in vostro aiuto, adesso tocca a voi, uscite, dimostrate che con la vostra forza, la vostra opinione, che volete un altro governo, siete voi padroni del vostro destino”.

“Per non avere problemi con la parte di opinione pubblica interna che vede gli interventi all’estero come lontani e qualcosa che distoglie dallo scenario americano, dopo il Venezuela e il Board of peace, era possibile che Trump mandasse avanti Israele per poi unirsi. Ma la questione centrale è se è vero che l’Iran ha continuato a preparare delle testate di missili, che ancora dobbiamo vedere: con la loro risposta vedremo che cosa c’è in questi missili, se sono testate potenti ma convenzionali come l’altra volta, o se c’è qualcosa di diverso. Per questo è giusto intervenire, più passano i giorni e più le preparano, e sono molto veloci. È un’ipotesi che mi sembra molto realistica, perché in genere quando Israele decide di intervenire lo fa perché non ne può fare a meno, perché è in gioco la sua esistenza”.


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