Occhio, senza Trump saremmo tutti cinesi

· 18 Marzo 2026


In questa puntata della nostra rubrica “Gli scorretti – Un antidoto al luogocomunismo”, Giulio Cainarca interroga Carlo Cambi su quanto sia importante sostenere l’iniziativa di Donald Trump in Medio Oriente, perché le alternative potrebbero risultare alquanto disastrose.

“Io sto notando una generale schizofrenia sul presidente degli Stati Uniti d’America, perché non si indica  mai che l’unica alternativa al capo della Casa Bianca è il sovranismo cinese. Tant’è vero che, nelle scorse ore, a Ormuz è capitata una cosa strana. Gli iraniani hanno bloccato tutte le petroliere ma ne hanno fatte passare tre tutte dirette verso la Cina. E per la prima volta l’Iran ha accettato il pagamento del petrolio in yuan e non in dollari. Questo significa che l’idea di costruire un sistema economico alternativo a quello dell’Occidente, fondato sostanzialmente sul dollaro, ha già preso corpo. Quello che non si comprende è che nella battaglia di Teheran, oltre ai destini di Israele, c’è in gioco il destino dell’Occidente, che rischia di perdere il dominio economico”.

“In questa battaglia l’Europa non esiste. E non c’è per tre ragioni: ha perso il potere industriale, non ha energia e non pesa nulla militarmente. Quindi il tifo per o contro Trump non ha senso, così come è inutile barricarsi sul concetto di diritto internazionale: fa ridere, tenendo conto che il 72% della popolazione mondiale – e quindi più o meno 6 miliardi di persone e mezzo su 8 miliardi – vive in regimi dittatoriali o autocratici. L’Onu è lo specchio di questa situazione internazionale, quindi è un’agenzia dei regimi totalitari. Chi si appella al diritto internazionale a fronte di questi fatti, con l’Europa che ha al massimo 400 milioni di persone sotto governi democratici, dove pensa mai di andare? Quindi, ancorché criticabile, esecrabile, condannabile, preferisco l’interventismo di Trump piuttosto che finire in bocca a Xi Jinping. Mi tengo volentieri stretti lui e Netanyahu per tutta la vita. Quello che mi interessa è evitare di finire sotto un’idea di capitalismo spietato senza democrazia”.


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