Durigon: Pensione a 64 anni? Libera scelta per tutti. E un portafoglio per chi nasce…

· 9 Settembre 2026


Il panel di oggi sulle pensioni ha visto Claudio Durigon, sottosegretario al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con il presidente Inps Gabriele Fava e la moderazione di Filippo Caleri.

Claudio Durigon: “La stessa Fornero aveva impostato per il sistema contributivo la possibilità di un canale di uscita a 64 anni e si rivolgeva a quelli che erano entrati nel mondo del lavoro dal 1996 in poi, quindi non aveva un impatto economico, la Fornero ci aveva preso in giro. Oggi siamo in un contesto diverso perché dal 1996 al 2026 sono passati 30 anni e quindi anche il sistema retributivo del calcolo pensionistico, delle pensioni povere che noi avremo da legge, ha sempre meno incidenza. La nostra formula è prima di tutto sanare questa stortura, estendendo la possibilità dei 64 anni anche a quelli che rientrano nel sistema misto, cioè prima del 1996, che oggettivamente ha sempre minore influenza nel conteggio del salario pensionistico, scegliendo il sistema contributivo. La possibilità di scegliere dell’individuo è fondamentale. La Cgil ne ha fatto polemica demagogica, a 64 anni prendi meno soldi, al 67 di più. Ovvio, hai versato per più anni. È la libertà di scegliere che conta”. 

Filippo Caleri: “Nasciamo meno, nasciamo meno, viviamo più a lungo. Nasciamo meno e viviamo più a lungo, il sistema pensato oggi, che è un sistema pensato per un rapporto tra chi lavora e chi percepisce la pensione, si trova davanti inevitabilmente a un incrocio che non può più ignorare. Invecchiamento, denatalità e il lavoro, il lavoro che l’intelligenza artificiale sta trasformando.

Noi abbiamo immaginato una proposta che contestualizza il welfare, da statico lo rende dinamico, predittivo, che genera valore a capitalizzazione del tempo. Un ‘libretto di risparmio’  di mille euro per ciascun nato all’anno. I nuovi nati sono circa intorno ai 355 mila, quindi parliamo di una spesa vicino ai 355 milioni. Per lo Stato è una cifra piccola, ma per chi la riceve è enorme, fa la differenza tra una pensione dignitosa e una pensione povera domani: 40 anni di capitalizzazione è un vantaggio che chi inizia a 20 anni non avrà mai: sarà un investimento che riduce e ridurrà il costo delle pensioni povere domani”.


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