Tutti pazzi per il dito puntato più bello del mondo: non è politica, è gnocca
Giuseppe Braga · 7 Luglio 2026
Oh al diavolo, diciamo una cosa che non si può dire: l’immagine della cestista americana Sophie Cunningham che punta il dito contro un’avversaria tiene banco da giorni per un solo motivo: è gnocca. La stangona bionda delle Indiana Fever è una che quando passa fiammeggia, è cerva che esce di foresta, i suoi movimenti in campo, così lunga e dritta, le sue foto social dove trabocca di consapevolezza, tutto è accattivante, tutto è estetica. Ha carisma. Questo è il vero motorino d’avviamento di ogni polemica seguente, di ogni “strumentalizzazione” – basta dire questa parola per autorizzarsi a contro-strumentalizzare – su un gesto che in sé sarebbe stato poca cosa, con tutto il trash talking e le scorrettezze che si vedono regolarmente in campo, uomini o donne poco cambia.
E così la Cunningham che per 20 secondi punta ferina l’avversaria nera Dewanna Bonner e resta impassibile mentre l’altra strippa, è stata descritta come una rivincita dei bianchi in uno sport che per decenni è stato molto nero e da un po’ ha ricominciato a ricalibrare le tinte – da quando s’è capito che il vecchio mondo è pieno di talenti e non solo di gente pallida cui schiacciare in faccia. La cerva che esce di foresta è stata usata come MAGA-Barbie, oggetto di meme, reel, ogni cosa che si poteva spremere per restituire un’immagine della donna bianca, bionda e senza paura. Come gettare diavolina in un incendio.
La realtà è più semplice: la Cunningham si è accorta che il dito puntato infastidiva l’avversaria, per cui non l’ha più tirato giù, e infatti subito dopo la Bonner ha sbagliato due tiri liberi. Facile, no? Lo scopo era vincere la partita. La Cunningham ha poi detto: “Sono del Missouri, ovvio che sono bionda. Ma politicamente sono d’accordo con un po’ di cose di destra e un po’ di sinistra”. Alla fine vinceranno tutti: La Cunningham è diventata famosa, la WNBA è uscita dall’anonimato, i MAGA hanno una Barbie e i giornalisti possono vergare accigliate morali in ginocchio da lei.