“Gli africani siamo noi”: così si “rieducano” gli studenti
Carlo Cambi · 18 Giugno 2026
In questa puntata della nostra rubrica “Gli scorretti – un antidoto al luogocomunismo”, Giulio Cainarca parla con Carlo Cambi sul caso che ha coinvolto il liceo “Vincenzo Monti” di Cesena, dove due studenti che hanno esposto da una finestra dell’istituto lo striscione “L’Italia agli italiani” sono stati puniti con il voto 6 in condotta e con lo svolgimento di una “tesina riparatoria” che dovranno scrivere all’esame di maturità, dal titolo “Gli africani siamo noi”, basandosi su un libro del professor Guido Barbujani. Secondo l’amministrazione comunale del Partito democratico il gesto dei due ragazzi sarebbe da considerare razzista e avrebbe causato “un’offesa a tutta la città”.
“È una storia veramente orrenda”, chiosa Cambi. “La cosa che mi ha stupito è che i nostri soloni commentatori non l’hanno presa sul serio, ma quella è effettivamente una dimostrazione di fascismo perché non si vuole ammettere che esiste un parere diverso dalla massa; e in una società liberale questa cosa è inconcepibile. Tra l’altro rimuovendo la frase ‘L’Italia agli italiani’ – già contenuta nell’ode ‘Piemonte’ di Giosuè Carducci – significherebbe cancellare il Risorgimento, visto che era il grido di battaglia di tutto quel periodo storico”.
“Il tema è che non si possono mortificare dei ragazzi che condividono il messaggio ‘L’Italia agli italiani’ e poi contemporaneamente giustificare e glorificare chi sventola le bandiere della Palestina, ovvero di uno Stato che non esiste e che è in mano a un gruppo criminale di attentatori e di assassini. Ma a che punto di idiozia collettiva e di deriva diseducativa è arrivato il nostro Paese?”.
“La gravità del fatto sta anche nella motivazione per cui vogliono far leggere quel libro: perché vogliono rieducarli. È una roba che neanche Pol Pot, ma evidentemente è un’idea insita nella rieducazione leninista. Se io fossi stato il segretario del Partito democratico, la prima cosa che avrei fatto è scagliarmi contro questa preside, perché non è un modo per affermare i valori della sinistra, è un modo per rendere ridicolo tutto il dibattito sulla necessità o meno di una parità di diritti e di protezione per chi emigra in Italia”.
“Se si pensa veramente che ‘rieducando’ i ragazzi si compie un’opera di integrazione, allora non si è capito un tubo: si istiga semmai solamente a un’ulteriore emarginazione. ‘Italia agli italiani’ significa affermare il corredo di valori che costituiscono la nostra nazione, compresa la Costituzione italiana. E non avere colto la componente becera nell’azione della preside è secondo me una dimostrazione di idiozia politica da parte della sinistra. E ha fatto benissimo il ministro Giuseppe Valditara a inviare gli ispettori, anche per capire il nesso di dare 6 in condotta all’affermazione ”L’Italia agli italiani’. Ma quale legge è stata infranta? Quale offesa è stata arrecata? E nei confronti di chi?”.