“Questione morale”, nuova farloccata di sinistra
Giovanni Sallusti · 27 Marzo 2026
Cari ascoltatori, in postilla allo psicodramma delle tre dimissioni, in parte anche amplificato dallo stesso centrodestra che, al di là della loro fondatezza, ha dato vita a una narrazione giustizialista assolutamente evitabile, una cosa la dobbiamo dire: lorsignori del campo largo che rispolverano la parola d’ordine della “questione morale”, non si possono sentire.
Era già un concetto irritante quando lo spese e lo argomentò Enrico Berlinguer, teorizzando una improbabile – infatti poi smentita dalla storia – diversità morale dei comunisti rispetto agli esponenti del pentapartito nella Prima repubblica. Era una farloccata sostenuta da una figura che comunque nei libri di storia rimarrà: figurarsi se la ritirano fuori lorsignori, che al massimo rimarranno nel campionario della commedia all’italiana. Parliamo di Angelo Bonelli, che in un talk televisivo ha detto apertamente, riferendosi al centrodestra, che c’era un problema di questione morale.
Ecco, è surreale che questa cosa la dica uno dei due fondatori del partito – l’altro è Nicola Fratoianni – che hanno garantito l’approdo all’europarlamento a Ilaria Salis, consentendole di sfuggire a un processo in Ungheria con accuse pesanti (per noi è innocente fino a condanna o assoluzione definitiva, alla quale però arrivi se al processo ci vai); ma soprattutto, avendo la Salis in Italia già due condanne in giudicato, per invasione di pubblici edifici e per resistenza a pubblico ufficiale, Bonelli la sua questione morale può arrotolarla e metterla nel taschino. Per non dire di altri casi, tipo l’affaire Soumahoro, deputato la cui moglie teorizzava il “diritto all’eleganza” mentre gestiva in modo non esattamente cristallino una serie di imprese che operavano nell’accoglienza dei migranti: questa è purissima commedia.
La “questione morale” è anche lo pseudo-contenuto agitato sempre dal Movimento 5stelle, e in questi giorni la sta rispolverando Giuseppe Conte, per esempio ieri sera da Formigli. Guardando in camera, perché lui si sente già leader, strizzando l’occhio agli elettori ha detto: “Avete visto che potere avete se mettete una X sulla scheda?”. Caro Conte, certo, ce l’hanno ogni volta quel potere, a ogni elezione, anche alle politiche in cui ti hanno solennemente trombato. Ma visto che Conte e il Movimento 5 Stelle hanno anche loro evocato la questione morale, corre l’obbligo di ricordare all’avvocato del popolo che alla Camera dei deputati siede l’onorevole Chiara Appendino, ex sindaco di Torino, che ha ricevuto una condanna definitiva per la tragedia di Piazza San Carlo del 3 giugno 2017, per omicidio colposo, disastro colposo e lesioni plurime colpose.
Si proiettava la semifinale di Champions league, alcuni malviventi spruzzarono dello spray al peperoncino, ci fu una calca, e si scatenò un caos infernale, rimasero uccise due persone e oltre 1.600 rimasero ferite. Noi non abbiamo mai creato polemica su vicende come queste, non siamo affezionati a questi temi, però i grillini non è che è possono parlare allegramente di questione morale, avendo alla Camera una condannata via definitiva. Così è una farloccata al quadrato, perché va anche oltre quella sostenuta al tempo da Berlinguer: la questione morale, francamente, anche no.
