Baya esalta i missili iraniani. E domani parla alla Camera?!
Giovanni Sallusti · 18 Marzo 2026
Cari ascoltatori, stamattina vi parlavamo di un surreale convegno che si terrà domani alla Camera nell’Aula dei gruppi parlamentari, co-organizzato da deputati del Movimento 5 Stelle, dove si raduneranno alcuni sinceri democratici come il Carc, movimento extraparlamentare di estrema sinistra per il comunismo, i gruppi di boicottaggio dei prodotti israeliani e altri, ha riferito il Giornale, fra i quali spicca Brahim Baya, referente della moschea Taiba di Torino e guru social della comunità islamica italiana.
Oggi il Giornale ci ha dato conto di una novità: il signor Baya ha tenuto un discorso in piazza durante una manifestazione a Torino, dove ha condiviso la seguente rivendicazione: “Noi tifiamo per i missili iraniani”. Esatto, quelli che la Repubblica islamica dell’Iran sta mandando dappertutto, anche contro Paesi che non l’hanno aggredito, contro infrastrutture civili, aeroporti, hotel, tentando di uccidere e destabilizzare a casaccio. Baya ha proseguito così: “Vendicano un genocidio durato due anni che ha massacrato centomila persone mentre quei sionisti ballavano sul sangue dei palestinesi”.
Se il signor Baya si degnasse di scendere dal trespolo della propaganda e intercettasse temporaneamente quel dettaglio residuale chiamato realtà, saprebbe che a invocare il sangue dei palestinesi, a dire espressamente ‘ci serve il sangue dei bambini palestinesi’, erano i capoccia di Hamas dal loro dorato esilio in Qatar, durante la guerra di reazione dello Stato ebraico al pogrom del 7 ottobre nella quale, fra l’altro, Hamas ha usato i palestinesi come scudi umani.
E quando Baya subito dopo ha detto “adesso assaporano qualcosa di quello che hanno assaporato i palestinesi da 80 anni a questa parte”, si è ben guardato dall’accennare che cosa da decenni assaporano civili, donne, ragazzi, omosessuali, dissidenti, semplici cittadini iraniani: decenni in cui in Iran si è governato nel nome di Allah, seminando sofferenza, tortura, repressione e morte. Una verità che però in queste piazze non trova cittadinanza…
D’altronde il signor Baya, quando morì il capo politico di Hamas, Ismail Haniyeh, uno di quelli che rivendicava la necessità del sangue dei bambini palestinesi, scrisse “se uno dei nostri signori muore, un altro signore si erge, uno che dice ciò che i nobili hanno detto e lo fa”. Baya ha perfino rivendicato l’eredità di Yahya Sinwar, il capo dell’ala espressamente terrorista di Hamas, quando disse che “l’eredità di Sinwar non è solo militare, ma morale e politica”: nel senso della sharia, sicuramente.
Dunque, ci tocca prendere atto che in una piazza di Torino c’è stata una manifestazione dove un esponente di spicco della comunità islamica ha detto “noi tifiamo per i missili iraniani”. E che costui domani sarà alla Camera assieme a un gruppo di parlamentari del Movimento 5 Stelle. Toc toc, Giuseppe Conte, tutto bene? No, tutto male.
