Italia impantanata nelle ideologie del ‘900: così l’Occidente si allontana

· 8 Marzo 2026


In questa puntata di “Alta Tiratura”, Alessandro Gnocchi spiega come un libro di storia contemporanea uscito nel 1980 abbia ancora un significato molto attuale, mentre la sinistra appare alquanto in imbarazzo davanti a quel che succede, non sa gestire il momento storico e vaneggia di anti-americanismo e di opposizione verso lo Stato di Israele.

Questo libro è intitolato “Italia: Occidente mancato”, e uscì per Mondadori a cura dello storico Giorgio Galli e di Alessandra Nannei, esperta di sondaggi e di statistica. Secondo Galli, in Italia ci sono due culture politiche che, pur essendo minoritarie alle urne e radicalmente antitetiche alle democrazie liberali, sono però decisive nel dibattito pubblico, lo influenzano e lo dirigono. La prima è la cultura comunista, che vedeva come il fumo negli occhi il capitalismo o il libero mercato. I comunisti italiani sostenevano che la loro Resistenza era stata decisiva per la liberazione del 1945 e che dimostrazione ne era la svolta di Salerno – con la quale il Pci rinunciava alla lotta armata interna – voluta da Stalin, che non voleva aprire un altro fronte rivoluzionario con una guerra civile nell’Europa meridionale. La seconda cultura è quella opposta, quella erede del fascismo della Repubblica sociale italiana che, almeno a parole, aveva recuperato l’anima socialista appartenente a Benito Mussolini.

Queste due culture hanno trovato ulteriore linfa nel ’68 e in periodi bui della Repubblica Italiana, dando vita a un brodo culturale cosiddetto “rosso-bruno”, dove l’estrema sinistra tocca l’estrema destra, come si vede da quelli che “tifano” oggi per i pasdaran, per Maduro e per Putin. La cosa grave è che la sinistra istituzionale continua a flirtare con questi gruppi, per cui si trova paralizzata e incapace di prendere una posizione filo-occidentale. Galli sostiene che il nostro Paese ha sempre teso a prendere le distanze dall’Alleanza atlantica, e che le manifestazioni di questo “Occidente mancato” sono le seguenti: la democrazia bloccata – per cui i governi non nascono mai nelle urne, ma da giochi parlamentari – e il fatto che il nostro capitalismo è assistito dallo Stato, quindi, nella sostanza, ci colloca fuori dal libero mercato.

Questo libro non è più stato ristampato ma, anche se la narrazione dei fatti si arresta al 1980, spiega ancora molto la natura di alcune piazze bizzarre a cui assistiamo negli ultimi mesi: a partire dalle strane manifestazioni in cui non si riesce a dire che i pasdaran in Iran hanno dato vita a una delle peggiori teocrazie mai viste sulla faccia del pianeta (dove le donne sono perseguitate e i gay vengono impiccati alle gru) o anche quelle proteste organizzate dai sindacati che stridono con le scene dei venezuelani che stappano la bottiglia perché il dittatore Maduro è stato deposto. Davanti a tutto questo, la sinistra dei diritti è reticente: si aggrappa a cavilli per non dovere scegliere in che campo stare.


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