Femministe paralizzate: odiano Trump che libera le donne dagli ayatollah

· 5 Marzo 2026


Al centro di questa puntata de “La cittadella”, il talk show prodotto da Radio Libertà assieme alla piattaforma di contenuti online e social Galt, che si occupa di temi politici, sociali e di costume della nostra era e delle “culture wars”, Francesco Borgonovo, vicedirettore de la Verità, Matt Carus e Massimo Salvati discutono dell’ipocrisia e delle contraddizioni delle femministe, piuttosto in silenzio dopo la guerra scoppiata in Iran, insieme con Andrea Borello, influencer geopolitico, e Beatrice Lappa, content creator in ambito politico e di attualità.

“Non si può pensare di fare le manifestazioni per le donne iraniane obbligate a portare il velo e poi non esultare per l’intervento americano, come stanno facendo le femministe, in evidente imbarazzo: o si auspica la fine del regime teocratico oppure non ci si può strappare i capelli per quello che è capitato negli ultimi decenni in Iran. Anche perché dobbiamo tenere conto di un elemento: la diplomazia, da quando esiste, ha inflitto all’Iran diverse sanzioni e per anni portato avanti molteplici pressioni internazionali, ma agli ayatollah non gliene è mai fregato nulla: hanno continuato a fare quello che volevano. Le opzioni sono soltanto le seguenti: o ci si rassegna al fatto che ci siano altri che non hanno esercitano bi diritti umani – inclusi quelli delle donne – oppure si deve agire in altro modo. E purtroppo i regimi si cambiano con le bombe”.

“Basta fare gli ipocriti: non si può sostenere che Donald Trump fa l’imperialista, perché il presidente degli Stati Uniti fa quello che hanno fatto tutti i suoi predecessori, cioè gli interessi degli Usa. Pensiamo a Bill Clinton in Serbia, a Barack Obama in Siria e a Joe Biden in Ucraina: dobbiamo essere d’accordo con loro solo perché si sono comportati in una maniera più ‘furbetta’? Io sono convinto al 100% che se il Partito democratico fosse adesso a capo del governo italiano, avrebbe fatto le stesse cose che sta facendo Giorgia Meloni: magari con qualche distinguo con due comunicatini che non incidono sulla realtà. E comunque, resta il fatto che evidentemente alle femministe nostrane non interessi che esista un problema islamico – ovvero che ci sono delle enclave dove mancano i diritti – mentre sono appassionatissime del patriarcato italiano, che non c’è più da perlomeno 40 anni”.


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