Con la vittoria del Sì meno casi Tortora
Alessandra Mori · 25 Febbraio 2026
In questa puntata di “Pop Economia-Rumore”, Alessandra Mori discute con il sondaggista Antonio Noto, direttore istituto demoscopico “Noto sondaggi”, del referendum confermativo sulla riforma costituzionale della giustizia – previsto per i prossimi 22 e 23 marzo – che prevede la separazione delle carriere dei magistrati e il sorteggio dei componenti dei due nuovi Consigli Superiori della Magistratura e dell’Alta Corte disciplinare. Si profila un testa a testa tra il Sì e il No e, alla fine, risulteranno determinanti gli elettori indecisi.
“Ci sono due livelli. C’è un target di indecisi che rappresenta un elettorato che si dice certo di andare a votare, ma vuole prima informarsi meglio prima di scegliere: si tratta di cittadini non condizionati dall’appartenenza politica e che possono votare Sì o No indipendentemente dal partito che poi indicherebbero alle prossime elezioni politiche. Poi c’è un altro target di indecisi che, molto probabilmente, non si recherà alle urne. Bisogna fare attenzione a quest’ultima categoria di elettorato perché presenta una forte concentrazione nell’elettorato del centrodestra, quindi quell’elettorato che potenzialmente potrebbe votare Sì e deve essere un po’ galvanizzato e motivato per percepire che il voto possa rappresentare un beneficio per la persona”.
“Per convincere i cittadini a virare verso il Sì bisognerebbe, dunque, convincere quel particolare elettorato vicino molto sensibile al fatto che, se la riforma Nordio venisse approvata definitivamente, si potrebbero ridurre gli errori giudiziari e i rischi di esserne vittime. Questo perché, indirettamente, la creazione di un’Alta Corte disciplinare vista come un ente terzo che valuta i magistrati può diventare un sistema di controllo più oggettivo sulle performance dei giudici. Questo modello previsto è il tema forte che può influenzare realmente questo elettorato di centrodestra che potenzialmente può votare Sì. Insomma, il messaggio potrebbe essere il seguente: con la vittoria del referendum, si ha minore probabilità di poter essere vittima di un errore giudiziario, come lo sono stati Enzo Tortora e Beniamino Zuncheddu”.
