Fermo preventivo? C’è da 70 anni

· 3 Febbraio 2026


In questa puntata di “Pop Economia-Rumore”, Alessandra Mori discute con Nicola Ottaviani, avvocato e deputato della Lega, dell’imminente decreto Sicurezza che verrà licenziato nelle prossime ore dal governo Meloni in occasione del Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi. Tra i provvedimenti che contribuiranno a dare forma al dl, saranno con tutta probabilità inclusi il cosiddetto scudo penale per le forze dell’ordine – per cui non avverrà più l’iscrizione automatica nei confronti degli uomini e delle donne che indossano la divisa e che difendono i cittadini italiani – e il fermo preventivo.

“Se ci riflettiamo bene, non siamo poi così distanti da un altro istituto che viene utilizzato nel nostro ordinamento – per quanto sovrintenda ad altre tutele di interessi differenziati di carattere sia personale sia patrimoniale – che spesso ormai si sta utilizzando dal 1956 in poi. E ci stiamo riferendo a quelle che sono le cosiddette ‘misure di prevenzione’: prima ancora che un fatto diventi reato e possa tradursi in un fatto che in qualche modo vada a ledere i diritti di natura personale o patrimoniale, lo Stato può intervenire in via temporanea per diminuire la pericolosità del soggetto. In altri termini, se vengono fermati dei facinorosi all’interno di una piazza, è legittimo che questo lo si faccia oggi laddove questi individui vengono trovati in possesso di armi, di munizionamenti o comunque di corpi volte ad offendere. E questo e dovrebbe essere lecito”.

“Questo è il quesito di diritto che ci stiamo ponendo per redigere in maniera definitiva il decreto allo studio e davanti al quale crediamo di dare ampia soddisfazione. Facciamo un esempio: sarà legittimo fermare i soggetti fortemente sospetti laddove 12 o 24 ore prima prendano il treno partendo da Catania per arrivare a Torino, non per andare a visitare la Sacra Sindone, bensì per scendere in piazza e cercare di manifestare in maniera violenta contro le forze dell’ordine e, di conseguenza, direttamente nei confronti dello Stato. Quindi si tratta di una sorta di misura anticipata di tutela che lo Stato cerca di attuare proprio per evitare di arrivare alla fase conclusiva del reato. Insomma: lo Stato, in questo modo, evita che ci siano perdite non solo di vite umane, ma anche di patrimoni di carattere pubblico o privato”.


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