Ursula se ne frega e impone il Mercosur
Alessandra Mori · 27 Gennaio 2026
In questa puntata di “Pop Economia-Rumore”, Alessandra Mori discute con Gian Marco Centinaio, parlamentare della Lega e vicepresidente del Senato della Repubblica, del Mercosur (il Mercato comune del sud), un blocco commerciale sudamericano istituito nel 1991 di cui fanno parte Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay e Bolivia. Il negoziato porterà alla creazione della più vasta area di libero scambio al mondo, con oltre 700 milioni di persone in totale. Dopo il voto favorevole del Consiglio dell’Unione Europea, il Parlamento europeo ha stabilito di rimandare la ratifica del dossier alla Corte di Giustizia Ue.
“10 voti possono bastare? Non lo so, temo di no. Abbiamo esultato qualche giorno fa quando il Parlamento europeo, massimo organo democratico dell’Ue ha votato – anche se solo per 10 voti – il rimando appunto alla Corte. Peccato che, dopo pochi minuti, i commissari europei e i vari leader dei Paesi abbiano iniziato a dichiarare che avrebbero comunque fatto applicare in via provvisoria il trattato del Mercosur, visto considerato che era nei loro poteri. Non hanno nemmeno voluto aspettare i due mesi di tempo prima dell’indicazione da parte della stessa Corte di giustizia europea. Questo è il paradosso dell’Europa, dove l’Eurocamera chiede di aspettare una decisione ufficiale e la Commissione presieduta da Ursula von der Leyen se ne frega”.
“Io sono orgogliosamente convinto di essere per il Made in Italy, per i prodotti italiani, per l’agroalimentare, a differenza di qualcun altro che si riempie la bocca in giro per il mondo rivendicando il fatto che la cucina italiana è diventata patrimonio dell’Unesco. Sappiamo benissimo che, tra tutti i settori dell’economia italiana, quello che verrà massacrato sarà l’agricoltura. E non mi preoccupa meno il trattato con l’India, che è uno dei più importanti produttori di riso. Quindi possiamo dire addio anche al riso italiano e ad altri prodotti del Made in Italy. Purtroppo sappiamo benissimo di chi è la colpa…”.
