Tutti isterici su Trump: non sanno più dire occidente

· 20 Gennaio 2026


Cari ascoltatori, ormai divorati dall’isteria antitrumpiana che sta montando nel dibattito come una vera ideologia, in conseguenza della presenza del presidente americano (certamente assertiva, ma che dovrebbe stimolare analisi lucide e non sbronze e urli) lorsignori si stanno dimenticando una parolina cui dovremmo essere affezionati. Quella parolina è Occidente. Lo si è visto oggi al World Economic Forum di Davos, tempio per eccellenza delle politiche globali, fino a poco tempo fa anche globaliste (prima che Trump le annichilisse).

Avendo Trump calpestato molti di quei dogmi, oggi l’isteria è totale e i suoi due portavoce sono gli eroi dei giornaloni, sui siti, sui cartacei di domani: un peana a reti unificate per due figure in disarmo ma erette a idoli: Ursula von der Leyen e Emmanuel Macron con tutte le sue posture napoleoniche.

Gli interventi di queste due prestigiose figure apicali di Unione Europea e Francia sono stati un fuoco di fila contro il principale contraente di quel patto di civiltà che si chiama Occidente. Ursula ovviamente ha premesso che gli shock che si stanno verificando “possono essere positivi per l’Europa, perché bisogna costruire una nuova forma di indipendenza europea”: certo, con tutto il moloch burocratico-dirigista che lorsignori, Ursula in testa, hanno costruito in questi anni, sarà proprio facile costruire un’indipendenza economica, energetica, “anche se ogni tanto l’Unione è un po’ lenta”, ha poi ammesso Macron.

La presidente della Commissione europea se l’è presa con la politica dei dazi, che mettono a rischio l’accordo raggiunto con gli Stati Uniti, prescindendo dal fatto che Trump ha messo sul tavolo la priorità strategica rappresentata dalla Groenlandia. L’unica domanda da farsi dovrebbe essere: l’Europa sta con l’Occidente o con Cina e Russia? E invece nessuno se l’è posta. Macron è stato velleitariamente ancora più assertivo: “L’Europa dispone di armi e deve usarle quando non viene rispettata, quando l’ordine internazionale non viene rispettato. Stiamo scivolando verso un mondo senza legge, dove la legge del più forte sembra contare e riemergono tentazioni imperiali. L’Europa deve difendere il multilateralismo perché serve i nostri interessi”.

Attenzione, non i nostri, ma i vostri: gli interessi dell’élite eurocratica può darsi, ma l’interesse dei popoli europei, della civiltà occidentale, questo lo dubitiamo. Le istituzioni internazionali hanno seguito questo culto acritico della globalizzazione, di un multilateralismo che ha fatto gli interessi di altri, spesso avversari dell’Occidente, per esempio la Cina: è questa la macro-questione che Trump pone, e che spiega anche le sue apparenti divagazioni un po’ folli.

Macron ha aggiunto che “accettare una sorta di nuovo approccio coloniale non ha senso”: la cosa divertente è che invece lo storico approccio coloniale per cui la Groenlandia, territorio extraeuropeo, è parte della Danimarca, sarebbe un caso di colonialismo buono. “Nel 2026 faremo del nostro meglio per avere un’Europa più forte e autonoma, abbiamo bisogno di maggiore stabilità, preferiamo il rispetto ai bulli e lo stato di diritto alla brutalità”.

Non è un caso che nessuno dei due abbia nominato la parolina magica “Occidente”, perché bisogna definire chi sono davvero i bulli, quali sono le autocrazie che Macron sventola come rischio imminente che potrebbe travolgere l’Europa. Il presidente americano, può anche essere detestato, ma è dura sostenere che l’autocrazia che minaccia l’Europa è l’America.

Il vero fronte delle autocrazie, l’Artico è un caso di scuola, va da Mosca a Teheran e si salda attorno a Pechino, con il dittatore stalinista nordcoreano come addentellato. Quello, in un mondo normale, è il fronte dei bulli. E di fronte a questo schieramento, piaccia meno l’attuale inquilino della Casa Bianca, bisognerebbe ancora coltivare quella fiammella non scontata nella storia dell’umanità che si chiama Occidente, perché solo lì dentro c’è la libertà come la conosciamo. Altrimenti, in nome dell’isteria antitrumpiana, finiremo come quel signore che per far dispetto alla moglie si tagliò tutto…


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