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Andate al diavolo, al diavolissimo: ma neanche una Madonna di passaggio, neanche quella simbolo della città, fate entrare nelle scuole? La cucina halal sì che se no non mangiano, e il Natale no che può dare noia, e il ramadan sì che si fa festa, e i crocifissi no che non sono inclusivi; e adesso pure la Madonna, che poveretta a suo tempo mise al mondo un non musulmano e neanche volendo avrebbe potuto, non ce n’erano. Ma Bologna è la città dell’inclusività più esclusiva, ed è successo quanto segue. Scende in processione la Madonna di San Luca, che per i felsinei è come la Madonnina dei milanesi, un simbolo così simbolico che nessuno si ricorda di quando non c’era. Tale don Mirko aveva proposto di far passare l’icona della Vergine per la scuola comunale Grosso per un saluto, un omaggio ai bambini.
Chi si è messo di traverso? Sorpresa: non qualche consigliere di sinistra, ma dei genitori, perché la scuola deve essere laica, scambiando “laica” con “tutto ma non cristiana”. Gran trambusto, e alla fine il sindaco Ponzio Lepore prende una non decisione: la Madonna si può fermare davanti alla scuola, fuori dal cancello chiuso, e possono affacciarsi a vedere la statua solo i bambini provvisti di autorizzazione firmata. Una specie di visita alla carcerata che però è quella fuori.
Attento sindaco, attenti genitori, ora vi facciamo tremare, che non ci avete pensato di sicuro: il marciapiede lì davanti è sedime comunale o è pertinenza della scuola? Non è consentita la minima distrazione dall’esclusività di un’inclusività così inclusiva da escludere quel che era già incluso prima che si includessero tutti gli altri.
La Madonna a scuola is the new cane in chiesa, e andate al diavolo anche voi se dite che è blasfemo.