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Al diavolo i vignettisti corazzieri! Quelli dei quotidiani, che hanno dimenticato che prima di tutto devono far ridere: di tromboni scriventi ne abbiamo a battaglioni, almeno i disegnanti, dai. Peggio ancora sono quelli che “interpretano” i titoli del giornale che li pubblica, e che invece di prendere sanamente per il culo, fanno i decoratori di birignao ideologici.
Prendete Mattarella, che è dappertutto, più delle zanzare a Pavia: fra disgrazie, nastri e commemorazioni, olimpiadi e Sanremo, lo scoop è riuscire a non scrivere di lui. L’anziano playmobil e nel tempo libero presidente della Repubblica si presterebbe a qualche gioco scherzoso. Invece niente, i disegnatori satirici, per qualche inestricabile motivo, ne hanno una gran paura, è come se un potente mentalista li forzasse a lisciarlo, omaggiarlo, confermarne l’ineffabile perfezione. Giannelli sul Corsera: Mattarella guarda la Brignone che dice “Il segreto, presidente, è l’esperienza: allenata a venir giù a rotta di collo”. Davvero impertinente. Repubblica, Ellekappa: “Il retroscena del miracolo Brignone” con un Mattarella cristico: “Alzati e scia!”. Ma che è? Voi ridete? E via così, un torrente di vignette in ginocchio.
Ma porca vacca, non vi ricordate Forattini, Vauro, Mannelli e tutti gli altri che buttavano giù quattro tratti che valevano un editoriale, e soprattutto sfottevano, pasquinavano politica e società con un occhio alla linea editoriale ma l’altro no? No, oppure sì, ve li ricordate, ma non li avete capiti.