Parla come Brežnev, sogna come Brežnev. Ma non è Brežnev. Chi sarà?
Giuseppe Braga · 21 Agosto 2026
Mi è caduto l’occhio sulle – anelate dal popolo tutto – dichiarazioni di Leonid Brežnev in calce ai risultati degli atleti italiani nel nuoto e nell’atletica, che han portato a casa 65 medaglie europee a Parigi e a Birmingham. Brežnev ha detto ai microfoni, rigido come se avesse il tetano, secondo il protocollo del Pcus: “I trionfi di questi giorni ci hanno raccontato tante storie di ragazze e ragazzi che con sacrificio, metodo, disciplina sono riusciti a scalare le vette delle rispettive discipline sportive regalando all’Italia il ruolo di superpotenza europea nelle discipline olimpiche tradizionali”.
Terminato il numero di volte in cui un cittadino sovietico può dire “disciplina” in un solo discorso, Brežnev ha poi sottolineato, con lo sguardo ritto avanti, “una buona capacità di programmare, un diffuso impegno nel promuovere i movimenti sportivi di base, una spiccata capacità di creare condizioni ottimali per consentire ai nostri atleti di punta di poter eccellere”. Il segretario del partito comunista russo, senza girare il collo né mostrare sintomi di mimica facciale, ha infine prodotto la seguente sintesi: “È l’Italia che trionfa, l’Italia che eccelle sul tetto del mondo sportivo. Siamo i più forti in Europa e tra i più forti al mondo, grazie a un movimento sportivo che dimostra di saper valorizzare i talenti, che ha dimostrato di saper costruire nel tempo scuole, accademie, efficaci metodi di lavoro”.
Leonid Brežnev è quindi tornato in silenzio e ha alzato una mano: sono comparsi quattro operai in tuta, lo hanno sollevato mentre egli rimaneva interamente in piedi, l’hanno caricato su una piattaforma a rotelle e ricollocato nel vano a rimorchio di un’auto ufficiale battente due bandierine rosse ai lati dei fanali. Che è ripartita lentamente verso Mosca.
Si è avvicinato un collega cronista, da dietro ha sbirciato i miei appunti, mi ha posato dolcemente una mano sulla spalla: “Mi sa che ti sbagli, era Giuseppe Conte”. E ho di colpo realizzato, era vero, come è stato possibile che l’abbia confuso? Conte deve andare al diavolo, non si fanno scherzi così, dai.