Uno vale zero: la Michielin che risponde a De Gregori anche no dai basta
Giuseppe Braga · 9 Giugno 2026
Ora va bene che per voi uno vale uno, ma che la Michielin risponda a De Gregori con il suo “disco più politico” e propali che il tizio col cappello che ha scritto “Il cuoco di Salò” abbia scelto di “essere rassicurante e non esporsi”, scusate un attimo AHAHAHAHAHAHAHAHAH. Non è finita: il disco si chiama “Magia bianca” perché “Elisa nel 2019 mi disse che un’artista deve scegliere fra la magia bianca, la missione, o la magia nera, il timbrare il cartellino: scelgo la prima”, e voi capite che come si fa AHAHAHAHAHAHAHAHAH. Se volete leggere altre amene profondità, tipo sulle streghe o sul solito corpo delle donne e i roghi digitali eccetera, andate all’intervista sul Corriere on line. Ogni parola conferma che De Gregori ha calpestato un formicaio tenuto insieme dall’ipocrisia, il mondo dello spettacolo. Pensate a Paola Cortellesi, che reclama il riscatto sociale di Biancaneve mandandola in miniera, e che ha ricordato ogni carneade – femmina, qui si è duri e purissimi – portamessaggi in bici durante la Resistenza, tranne la Fallaci (ah sì, era una donna?); o a Enzo Iacchetti che è convinto di essere uno statista. Gli artisti tendono a diventare fanatici invecchiando. Cioè fanno il percorso della saggezza al contrario. Sarà perché temono che la visibilità sfugga loro di mano, soffrono le nuove leve. Una specie di trappola di Tucidide dei giullari. Altri, più semplicemente, dopo stagioni di applausi credono di avere il via libera per passare dal copione all’opinione. È una meccanica che vale in tutti i campi: gli esperti troppo interpellati a un certo punto cominciano a parlare di cose che non sanno, e a un altro certo punto, fatalmente, finiscono a parlare di politica. Tutti costoro hanno conquistato l’iperuranio in cui uno vale zero. E con ciò, vadano al diavolo.