Leone pronto a silurare i bergogliani filocinesi
Carlo Cambi · 3 Giugno 2026
In questa puntata della nostra rubrica “Gli scorretti – un antidoto al luogocomunismo”, Giulio Cainarca interroga Carlo Cambi sul cambio di passo messo in atto dentro il Vaticano, con Papa Leone XIV che ha posto fine al mandato di Paolo Ruffini alla guida del Dicastero per la Comunicazione, affidandone la conduzione a Maria Montserrat “Montse” Alvarado. Una mossa che sa molto di “scacco matto” all’attuale segretario di Stato della Santa Sede, Pietro Parolin.
“La nomina della giornalista messicana porta con sé una novità molto importante sull’aspetto della comunicazione. Bisogna tenere presente che lei è stata al capo di un network di informazione cristiana che in America Latina va fortissimo ed è dichiaratamente anti-bergogliana. Non più tardi di due anni e mezzo addirittura Parolin suggerì per lei la scomunica – affermando che andava messa a tacere – perché continuava a criticare Francesco. E Montserrat diventò ferocissima quando l’allora Pontefice portò in San Pietro la Pachamama, cioè la dea pagana degli indios. La donna fece fare dei reportage durissimi in Argentina, Cile e Bolivia, perché questo culto fa parte delle religioni animiste. Il fatto che Prevost la nomini Prefetto della comunicazione mi lascia pensare che il ‘compagno’ Parolin non avrà vita lunga come Segretario di Stato”.
“Inoltre esiste un altro aspetto che tutti tendono a sottovalutare: ovvero che Leone XIV è prima di tutto americano, e sa perfettamente che il vero nemico della Chiesa Cattolica dell’Occidente sta in Cina. Il Papa è perfettamente consapevole del fatto che Parolin è stato l’uomo, insieme a Francesco, a sdoganare il regime comunista cinese facendo quello scellerato accordo per la nomina dei vescovi fatti direttamente dal Partito Comunista di Pechino. Quindi è probabile che arriverà a una correzione di rotta molto consistente della politica estera vaticana e sa di certo che deve per forza cacciare Parolin se vuole riallineare il Vaticano sulla linea dell’Occidente. Il che non vuol dire fare un favore a Donald Trump, ma semplicemente prendersi cura dei cattolici in quanto tali”.
“Ma c’è anche un risvolto tutto italiano. Perché la nomina di Montserrat vuol dire dare il ben servito a Paolo Ruffini, parente di Ernesto Materia Ruffini, e significa che lo schema fatto a Villa Nazareth da Parolin, Romano Prodi, Sergio Mattarella di portare l’ex capo dell’Agenzia delle Entrate a nuovo presidente del Consiglio potrebbe trovare un ostacolo piuttosto consistente proprio da parte del Vaticano. Insomma: l’accoppiata Prodi-Zuppi ne potrebbe uscire fortemente sconfitta”.