Trump ce l’ha col Papa: non ha chiuso alla Cina

· 17 Aprile 2026


In questa puntata della nostra rubrica “Gli scorretti – Un antidoto al luogocomunismo”, Giulio Cainarca interroga Carlo Cambi sui motivi per cui Donald Trump abbia attaccato frontalmente Papa Leone XIV. “Dobbiamo tornare indietro nel tempo di circa un anno. Dopo la morte di Francesco, il cardinale Pietro Parolin – capo dei bergogliani – è il grande favorito a diventare nuovo Pontefice ma, dopo la seconda votazione, lui si accorge che non poteva avere alcun successo. A quel punto si sono mossi i porporati Usa, che hanno convinto la maggioranza a puntare su un loro connazionale con la promessa che gli americani avrebbero risanato il bilancio in rosso del Vaticano”.

“Timothy Dolan, cardinale di New York (molto vicino a J. D. Vance) sarebbe stato in predicato, di succedere a Bergoglio,ma gli hanno detto no. Ecco allora che hanno ripiegato su Robert Prevost con un’intesa: dopo la sua elezione. Parolin sarebbe rimasto alla Segretaria di Stato per il tempo sufficiente perché non perdesse la propria reputazione. Dopodiché il Vaticano avrebbe ripreso il suo corso di occidentalizzazione che era stato completamente distrutto da Francesco. Questa particolare ‘attenzione’ nei confronti di Parolin è perché gli viene rimproverato l’eccessiva apertura alla Cina. La quarta votazione in Conclave premia Prevost, che diventa Papa Leone XIV”.

“Il nuovo Santo Padre emerge come pacificatore delle diverse anime in Vaticano e come garante di occidentalizzazione del Vaticano. Ma il fatto che Parolin, dopo 11 mesi, sia rimasto ancora al suo posto è stato uno dei segnali che hanno fatto sì che la Casa bianca (ma anche la Chiesa americana) non si fidi più del patto sottoscritto con Prevost e da lì, secondo me, è nato lo strappo di Trump. Senza dimenticare che quest’ultimo sta portando avanti una battaglia tutta anti-cinese per ricondurre il Dragone a un ruolo marginale sullo scacchiere internazionale. Ecco perché è importante comprendere che il recente litigio tra i due protagonisti dipenda dal fatto che il tycoon si sia duramente lamentato con la gerarchia vaticana per la non interruzione dei rapporti con Pechino”.


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