La libertà è identità: negandola, la sinistra impedisce l’integrazione
Francesco Borgonovo · 27 Gennaio 2026
Al centro di questa puntata de “La cittadella”, il talk show prodotto da Radio Libertà assieme alla piattaforma di contenuti online e social Galt, che si occupa di temi politici, sociali e di costume della nostra era e delle “culture wars”, Francesco Borgonovo, vicedirettore de la Verità, Matt Carus e Massimo Salvati discutono dell’immigrazione fuori controllo – e dei motivi della mancata integrazione della maggior parte degli extracomunitari – insieme con Matteo Di Gregorio, capogruppo del Partito Democratico al Consiglio comunale di Magenta, Dalia Ismail, giornalista, analista indipendente italo-palestinese e collaboratrice de Il Fatto Quotidiano, e Luca Venier, youtuber.
“La sinistra continua a ripetere che si tratta di un problema di educazione. Ma quella che i migranti hanno ricevuto consiste nel poter fare più o meno tutto quello che si vuole perché tanto gli altri reagiscono mollemente alle provocazioni. Per la sinistra l’accoglienza è diventata un mero slogan e, allo stesso tempo, dimentica l’orgoglio della propria identità. Bisognerebbe far comprendere che l’Occidente è un luogo dove i singoli sono liberi di pensare, di parlare e di agire: una cosa che non avviene in nessun’altra parte del mondo, almeno non con le nostre modalità. I ‘progressisti’, in questi anni, ci hanno raccontato che l’identità non esiste, che i confini non valgono, che le culture sono acqua fresca e che – in fondo – se qualcuno delinque è colpa nostra perché non l’abbiamo fatto sentire abbastanza a suo agio. Tutti questi slogan non hanno affatto favorito l’integrazione di chi è arrivato in Italia; nemmeno delle seconde e delle terze generazioni”.
“Le culture e i popoli esistono. E che delle persone arrivino nel nostro Paese da un altro mondo e con un’altra cultura, non è banale. Se i cittadini europei importano altre popolazioni dall’estero in quantità smisurata e rinuncia a tutto il suo retaggio, succede che l’Europa scompare. E, con essa, spariscono anche la libertà di pensiero, il dialogo, la filosofia e tutti quegli elementi positivi di cui l’Occidente ha goduto e che adesso sta rinnegando. La soluzione è restare nella terra a cui un popolo è legato. I confini esistono e sono sacri, come lo è l’identità di una nazione. A me piace potermi confrontare con uno diverso da me, ma non per questo si può sostenere che vada bene mescolare tutto. Perché se tutto è uguale, tutti scompaiono in questo minestrone”.
