Femministe leonesse contro Boldi e agnelline con i maranza
Francesco Borgonovo · 20 Gennaio 2026
Al centro di questa puntata de “La cittadella”, il talk show prodotto da Radio Libertà assieme alla piattaforma di contenuti online e social Galt, che si occupa di temi politici, sociali e di costume della nostra era e delle “culture wars”, Francesco Borgonovo, vicedirettore de la Verità, Matt Carus e Massimo Salvati discutono della (assente) integrazione dei maranza in Italia, insieme con Francesca Totolo, ricercatrice indipendente, reporter, scrittrice e collaboratrice de “Il Primato Nazionale”, Annarita Digiorgio, giornalista di Libero, e Luca Venier, influencer.
“Il caso del 19enne marocchino che ha sferrato una coltellata mortale ad Abanoub Youssef all’interno dell’istituto professionale ‘Domenico Chiodo’ di La Spezia rientra nel fenomeno della ‘femminilizzazione’ della nostra società. Una tendenza che se da un lato ha portato una maggiore emancipazione delle donne – e questo è sicuramente è un fattore molto positivo – dall’altro ha anche conferito una sorta di debolezza diffusa del genere maschile. Negli ultimi anni si sta registrando una crescente demonizzazione dell’uomo. una repressione di tutte le sue caratteristiche di virilità. E probabilmente, in un certo senso, anche questa vicenda di cronaca nera avrebbe a che vedere con questi elementi, visto che il maranza ha accoltellato l’altro ragazzo solo perché questo aveva pubblicato una vecchissima fotografia con la sua ragazza. Peccato che non si sia vista alcuna femminista parlare di patriarcato. Di solito scendono in piazza per qualsiasi cosa, invece in questo caso sono rimaste zitte e in disparte”.
“L’ultima comica delle femministe è stata una levata di scudi contro Massimo Boldi così facinorosa da indurre la sua esclusione dall’elenco dei tedofori: una rincorsa grottesca del politicamente corretto con l’unica conseguenza di causare la rinuncia alla nostre libertà di pensiero e di parola. Il celebre comico lombardo avrebbe dovuto essere una delle 10mila persone scelte per correre con la fiaccola in mano verso l’inaugurazione delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina. Poi, in un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano, ha dichiarato testualmente di essere stato un grande atleta in una sola disciplina: “La figa”. Ed è finita che è stato estromesso. È così che l’ipocrisia woke emerge in tutte le proprie fattezze. A parte il fatto che se uno decide di invitare Cipollino è chiaro che poi è ridicolo censurarlo ex post per una frase del genere. Soprattutto dopo che abbiamo scoperto che alle Olimpiadi si può mettere in scena ‘L’Ultima Cena’ in stile queer. Ma Boldi invece non può dire che gli piace quella cosa lì”…
