Oltre le espulsioni. Road map della remigrazione: spirito europeo e cultura cristiana

· 15 Gennaio 2026


Al centro di questa puntata de “La cittadella”, il talk show prodotto da Radio Libertà assieme alla piattaforma di contenuti online e social Galt, che si occupa di temi politici, sociali e di costume della nostra era e delle “culture wars”, Francesco Borgonovo, vicedirettore de la Verità, Matt Carus e Massimo Salvati discutono del concetto della remigrazione, inserito nella complessiva questione sicurezza, insieme con Antonino Iaria, deputato del Movimento 5 Stelle, e Luca Venier, youtuber.

“La remigrazione è in realtà una politica molto semplice e molto umana. La prima fase riguarda la chiusura dei confini: e questo passaggio non è negoziabile. Si espellono gli irregolari, senza alcun compromesso, con la massima volontà politica. Poi si arriva alla seconda seconda fase, che consiste nel rivedere i visti e gli accordi con altri Paesi, in modo tale da espellere (per esempio) quelli che hanno commesso crimini. E così si arriva all’ultima fase, che è quella di far remigrare i cittadini che non vogliono saperne di assimilarsi alla nostra cultura. E molti di questi sono persone di seconda generazione. Basti pensare che, in Francia, l’80% dei membri delle baby gang sono figli di immigrati”.

“La domanda che dovremmo porci, senza cadere in generalizzazioni, è la seguente: se queste persone sono nate in Italia, sono qua da 20 anni e hanno frequentato le nostre scuole, come mai non siamo riusciti a iscrivere i valori occidentali sulla lavagna della loro anima? Probabilmente perché il problema non sono solo l’educazione, l’integrazione e l’assimilazione, ma perché sussiste un’origine antropologica, che va affrontata alla radice. E la remigrazione è l’unica politica che può essere effettivamente implementata. A braccetto con quest’ultima, tuttavia, serve anche un recupero dello spirito europeo: lo stesso che ha consentito di costruire delle cattedrali che sono ancora in piedi dopo millenni e che ci ha fatto combattere le guerre che abbiamo affrontato. In ogni caso, adesso il problema prioritario è quello demografico, perché più si va avanti col tempo più diventerà irrisolvibile”.


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