Trump? La migliore risposta al buonismo pro clandestini

· 13 Gennaio 2026


Al centro di questa puntata de “La cittadella”, il talk show prodotto da Radio Libertà assieme alla piattaforma di contenuti online e social Galt, che si occupa di temi politici, sociali e di costume della nostra era e delle “culture wars”, Francesco Borgonovo, vicedirettore de la Verità, Matt Carus e Massimo Salvati discutono delle polemiche conseguente all’uccisione di Renee Nicole Good mentre era a bordo del proprio SUV, a Minneapolis, da parte di un agente dell’ICE, l’agenzia federale che si occupa del controllo delle frontiere e dell’immigrazione. Ne parlano insieme con Giorgio Cremaschi, militante di Potere al popolo, Daniele Scalea, presidente della Fondazione Machiavelli, e Daniele Dell’Orco, giornalista e reporter, nonché editore di Idrovolante Edizioni.

“Negli Stati Uniti ci sono sicuramente molte persone che protestano legittimamente; però, allo stesso tempo, rendono molto difficile il lavoro di una forza di polizia che sta facendo qualcosa di altrettanto legittimo. Il clima negli Usa è feroce per tanti motivi: non solo perché c’è Donald Trump. Anzi, ricordiamo che lui stesso ha subìto due attentati. In generale, chiunque di noi è assolutamente contrario a sparare in faccia alle persone perché si oppongono e fanno resistenza. Tuttavia, bisognerebbe anche essere consapevoli del fatto che se la signora Nicole fosse scesa dalla macchina, una volta che gli agenti glielo hanno ordinato, nulla sarebbe accaduto”.

“Quel che è successo negli Usa si può anche riportare alla realtà italiana. Non dimentichiamoci qual è il motivo originario di tutto questo: l’ICE che va in giro per fermare, rintracciare ed espellere gli immigrati clandestini. Sotto questo punto di vista, in Italia abbiamo un po’ di problemi: l’omicidio del capotreno a Bologna, le aggressioni vicino alla stazione Termini, l’assassinio della 19enne da parte di un peruviano. Tutti clandestini e tutte persone con precedenti. Quando tu lasci che una situazione del genere vada fuori controllo, perché ripeti per anni che l’immigrazione è solo una risorsa e bisogna aprire le frontiere, poi rischi di avere un contraccolpo. E, negli Stati Uniti , Trump è stato anche una risposta a questo doppiopesismo. Quand’è che difendiamo i confini dell’Italia dalle ingerenze straniere? Quand’è che li difendiamo dall’immigrazione di massa che arriva? Viene criticato l’imperialismo di Trump, ma ricordiamoci che, senza l’operazione in Venezuela, Alberto Trentini non sarebbe stato liberato”.


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