Tutto il Golfo tifa Trump: vai fino in fondo!
Carlo Cambi · 1 Aprile 2026
In questa puntata della nostra rubrica “Gli scorretti – Un antidoto al luogocomunismo”, Giulio Cainarca interroga Carlo Cambi sugli sviluppi della guerra in Iran, specialmente a seguito delle recenti dichiarazioni rilasciata da Donald Trump durante un’intervista telefonica con il New York Post a proposito del medesimo conflitto: “Non durerà a lungo. Li stiamo annientando. Non dobbiamo restare là a lungo, ma abbiamo ancora del lavoro da fare per arrivare a distruggere le loro armi e gli obiettivi che restano da colpire. Lo stretto? Si riaprirà automaticamente quando ce ne andremo; lasciamo che i Paesi che lo usano vadano a riaprirlo. A noi interessa solo che l’Iran non abbia l’atomica”.
“Mi pare che la posizione di Trump sia abbastanza esplicita: e del resto l’unica cosa che gli interessava di fare era quella di disarmare gli ayatollah e pacificare il Medio Oriente. Alcuni osservatori ritengono che gli Stati Uniti d’America siano in questo momento un po’ confusi e, perciò, ripetono la solita solfa secondo la quale il presidente Usa sarebbe stato costretto da Benjamin Netanyahu a fare questa azione. Ma la realtà dei fatti ci racconta qualcosa di diverso. Se dovessimo infatti dare un’occhiata ai Paesi più interessati a far fuori l’Iran, scopriremmo che questi paradossalmente sono gli Emirati del Golfo”.
“Insomma: se c’è qualcuno che, teoricamente, avrebbe spinto Trump a continuare la guerra il suo nome corrisponderebbe a: Arabia Saudita, Dubai, Oman. Tutti Paesi che sono stanchi di avere dentro casa il terrorismo. Gli stessi qatariani, che hanno sempre affittato i loro appartamenti ai membri di Hamas, si sono rotti le scatole. In sintesi: è una follia non considerare che c’è tutta l’internazionale sunnita contro gli iraniani. Il tycoon potrà anche avere tantissimi difetti, ma un occidentale che desidera difendere le donne, i diritti civili ed è innamorato della democrazia, non potrà mai stare dalla parte di Teheran. E allora basta con questa pantomima. Speriamo che Trump faccia il lavoro bene e che lo faccia più velocemente possibile”.
“In tutto questo, l’Occidente non deve assolutamente perdere cognizione del fatto che Hamas rimane ancora oggi una vera minaccia per tutti e che, con la sua presenza armata, non si va da nessuna parte. Non capisco perché ci siano così tante prese in giro nei confronti del Board of Peace: è comunque un tentativo di costruire uno strumento di controllo di tutti questi terrorismi che stanno ancora imperversando nel Medio Oriente. Risulta dunque più che mai necessario sradicare Hezbollah e Hamas, nonché l’Iran che li finanzia. Dobbiamo farlo perché bisogna imporcelo come dovere morale”.
