Epstein Files? Solo per attaccare Trump, altrimenti non se li filerebbe nessuno
Francesco Borgonovo · 12 Febbraio 2026
Al centro di questa puntata de “La cittadella”, il talk show prodotto da Radio Libertà assieme alla piattaforma di contenuti online e social Galt, che si occupa di temi politici, sociali e di costume della nostra era e delle “culture wars”, Francesco Borgonovo, vicedirettore de la Verità, Matt Carus e Massimo Salvati discutono dei cosiddetti “Epstein Files” insieme con Ilaria Bifarini, commercialista e revisore, autrice del saggio “Il Grande Reset. Dalla pandemia alla nuova normalità”.
“Sei anni fa venne pubblicata un’intervista su Repubblica rilasciata da James Patterson, grande autore di thriller americano, che aveva appena pubblicato ‘Sporco Ricco’, un libro inchiesta su Jeffrey Epstein. Secondo il celebre scrittore americano questo caso rappresentava ‘lo specchio di una società dove le disparità sono profonde, la giustizia non funziona e il mondo dell’informazione non sempre fa il suo dovere’. Patterson raccontò il 5 giugno 2020 al quotidiano romano di avere pubblicato la particolareggiata storia delle malefatte di Epstein ‘dopo aver verificato con la nostra inchiesta i verbali della polizia’ già nel 2016: quando nessuno ne parlava. Tuttavia, l’interesse sul rifacimento di questo libro arrivò ‘solo quando il suo nome è stato collegato a quello di Donald Trump, ormai presidente'”.
“In sintesi, Patterson disse due cose importanti: la prima è che se non ci fosse stato di mezzo Trump, probabilmente noi non sapremmo nulla di questa storia, che sarebbe stata coperta completamente. Ma poi c’è un altro elemento interessante da trarre dal suo racconto: ovvero il fatto che avesse pubblicato due romanzi firmandoli insieme a Bill Clinton. E, siccome quest’ultimo non è per niente estraneo a questa storia, verrebbe da pensare che qualcuno abbia cercato di orientare il racconto. Ovvero che quando le cose sono uscite e non si poteva più nasconderle, c’è stata una parte della politica che ha detto: ‘Proviamo a girarle contro il nostro nemico Trump’, nonostante poi in realtà l’attuale presidente degli Stati Uniti sembra proprio avesse una parte tutto sommato molto laterale rispetto ad altri protagonisti”.
