Il dl Sicurezza smonta l'”antagonismo” delle toghe
Carlo Cambi · 4 Febbraio 2026
In questa puntata della nostra rubrica “Gli scorretti – un antidoto al luogocomunismo”, Giulio Cainarca interroga Carlo Cambi sull’imminente decreto Sicurezza che verrà licenziato dal governo Meloni nel prossimo Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi, a pochi giorni di distanza dai tragici episodi di Torino dove i militanti del centro sociale di Askatasuna hanno pesantemente aggredito le forze dell’ordine, prendendo a calci e martellate i poliziotti Alessandro Calista e Lorenzo Virgulti.
“I fatti di Torino sono una novità, perché rappresentano un salto in avanti nella strategia terroristica: di fatto, di questo si tratta. Il contrasto non è sufficiente, perché sei di fronte a un atteggiamento ideologico della sinistra, favorito dall’antagonismo esasperato di Elly Schlein che non prende atto del momento storico di particolare difficoltà che il Paese sta vivendo – a forza di soffiare sul pericolo fascista – e dall’incitazione alla rivolta sociale richiamata da Landini. Le responsabilità indirette della sinistra, dal punto di vista della copertura ideologica degli atteggiamenti violenti, sono evidentissime. Il decreto Sicurezza del ministro Piantedosi potrebbe non servire a nulla: probabilmente il Quirinale lo rimanderà indietro per manifesta incostituzionalità. Quello che serve è smontare l’antagonismo della magistratura che regolarmente si pone nei confronti di qualsiasi provvedimento emesso da questo governo a tutela delle forze dell’ordine”.
“In ogni caso, guai a dare per scontato che al referendum sulla giustizia abbia già vinto il Sì. No so se avete notato l’offensiva complessiva che il fronte del No sta mettendo in campo. Secondo voi, un elettore un po’ sprovveduto al quale viene detto che questo quesito indebolisce la magistratura e che si trova continuamente di fronte ad offensive delinquenziali che vengono costantemente ignorate perché c’è da vincere il referendum, si affida alle parole del politico o alle posizioni del magistrato? Il centrodestra dovrebbe darsi un po’ più da fare nella campagna referendaria. Non si può infatti pensare che un eventuale sconfitta alle urne non avrà conseguenze sulla tenuta del governo: il colpo politico sarebbe bello pesante”.
