Impariamo dall’Olanda: tanta polizia in borghese, invisibile ed efficace

· 29 Gennaio 2026


Al centro di questa puntata de “La cittadella”, il talk show prodotto da Radio Libertà assieme alla piattaforma di contenuti online e social Galt, che si occupa di temi politici, sociali e di costume della nostra era e delle “culture wars”, Francesco Borgonovo, vicedirettore de la Verità, Matt Carus e Massimo Salvati discutono della gestione del fenomeno della migrazione e del presidio del territorio a opera dello Stato, soprattutto dopo l’uccisione di un pusher marocchino a Rogoredo da parte di un agente in borghese. La discussione avviene insieme con Matteo Di Gregorio, capogruppo del Partito Democratico al Consiglio Comunale di Magenta, e Samuele Murtinu, professore ordinario di International Business e direttore della sezione “Entrepreneurship” alla School of Economics dell’Università di Utrecht, nei Paesi Bassi.

Murtinu: “Per chi ha una visione libertaria della società, deve esistere sempre il principio di non-aggressione secondo il quale una persona può difendersi nel caso subisca una violenza. I temi possono essere due. Il primo è legata a una questione teorica e culturale di legittimità delle forze dell’ordine. Avendo vissuto all’estero per diversi anni in vari Paesi non italiani, ho potuto constatare che all’estero la percezione che si ha quando si vedono le forze dell’ordine è certamente diversa a quella che esiste in Italia. Diciamo che negli Stati stranieri si registra un po’ più di rispetto, seppur con varie sfaccettature”.

“A questo si affianca anche un tema pratico. Faccio un esempio: ad Amsterdam, dove vivo ormai più di dieci anni, c’è una foltissima presenza di poliziotti in borghese, soprattutto in alcuni punti nevralgici della città, per esempio nelle stazioni o in alcuni quartieri che sono a più alto tasso di criminalità, e accade di assistere ad arresti effettuati da questi agenti vestiti in borghese. I vantaggi di questo sistema sono due: il primo è che garantisce tempestività e il secondo è che la gente può tranquillamente vivere senza venire ‘intimorita’ dalla presenza massiccia e visibile delle forze dell’ordine (che magari possono anche dare una sensazione di allarme o di ansia), il che consente al tempo stesso di essere celeri ed efficaci nel combattere la criminalità”.

Borgonovo: “Qualcuno sostiene, in maniera radicale, che chiunque arrivi in una città dovrebbe sentirsi sicuro. Vedere fisicamente la divisa ha un effetto dissuasivo e deterrente, seppur non del tutto misurabile: e se uno entra in una una zona dove ci sono i carabinieri, la polizia e l’esercito, perlomeno non si metterà ad aprire un’automobile per rubare qualcosa. Allo stesso modo, però, non voglio nemmeno avere l’inquietudine di vivere in una Beirut con le camionette per strada. Come si risolve l’assedio dei nordafricani nelle stazioni? In un solo modo: frenando totalmente gli arrivi. Questo fatto non esaurirà tutta la criminalità, però andrà a togliere un elemento pressante e fondamentale di insicurezza nelle città”.


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