Alla sinistra piace l’autodeterminazione solo dei dittatori

· 8 Gennaio 2026


Al centro di questa puntata de “La cittadella”, il talk show prodotto da Radio Libertà assieme alla piattaforma di contenuti online e social Galt, che si occupa di temi politici, sociali e di costume della nostra era e delle “culture wars”, Francesco Borgonovo, vicedirettore de la Verità, Matt Carus e Massimo Salvati discutono dell’operazione statunitense in Venezuela che ha portato la destituzione di Nicolas Maduro insieme con Lorenzo Pacini, assessore Municipio 1 di Milano, e Michele Silenzi, coordinatore della casa editrice Liberilibri.

“Io penso che il diritto internazionale sia una meravigliosa finzione: una sorta di refugium peccatorum in cui tutti più o meno tentano si immergersi, soprattutto quando un Paese non è molto potente, per far tornare i conti e per fare pace con la coscienza. È un concetto che si tira fuori ogni volta che c’è un proprio particolare interesse e che in questi giorni viene utilizzato per attaccare Donald Trump e, di conseguenza, Giorgia Meloni, additata come amico del ‘golpista’. Addirittura la Cgil, che ha perso un bel po’ di consenso a sinistra, vorrebbe proclamare uno sciopero per Maduro e nel frattempo si fa dare lezioni di vita dagli esuli venezuelani. E poi fa ridere che la sinistra che, mentre s’indigna per un presunto colpo di Stato, è stata una degli artefici di quel ‘golpe permanente’ sulle nostre vite che ti insegna come parlare, che cosa mangiare, quale automobile usare e che temperatura dobbiamo tenere il termosifone d’inverno per non fare emissioni. Se non altro Trump, sotto questo punto di vista logico, è stato meno ipocrita”.

“A proposito di diritti, è sconcertante quello che è avvenuto nei casi dell’uccisione di Aurora Livoli, a opera di un peruviano immigrato irregolare, e dell’omicidio a Bologna del capotreno da parte di un croato su cui pendeva un ordine di allontanamento. Qui si continua ad attaccarsi a ricorsi e cavilli – per esempio l’inidoneità a restare in un Cpr – per far sì che i delinquenti non vengano mai espulsi. In Italia il problema non è che non investiamo i soldi in accoglienza e contro il disagio sociale. Anzi, a gran parte dei richiedenti asilo si dà la possibilità di lavorare e di integrarsi. Ed è proprio per questo motivo che serve la remigrazione: se dobbiamo difendere la sovranità, l’indipendenza e l’autodeterminazione dei popoli (non solo in Venezuela) senza farci gli affari degli altri, allora uno deve essere liberissimo di stare a casa propria e far crescere come meglio decide la propria nazione. Funziona così la libertà”.


Opinione dei lettori

Commenta

La tua email non sarà pubblica. I campi richiesti sono contrassegnati con *




Radio Libertà

Background