ANDREA COSTANTINO LIBERO! SCIOPERO DELLA FAME A STAFFETTA

Uno sciopero della fame a staffetta per chiedere la liberazione di Andrea Costantino.

Fame di diritti umani, fame di libertà.

Andrea Costantino da mesi è di fatto un prigioniero politico, un ostaggio. Dopo aver subito l’onta di una carcerazione ingiusta e ingiustificabile, Andrea è oggi ristretto in pochi metri quadrati all’interno di una dependance della nostra ambasciata di Abu Dhabi, quindi tutt’ora prigioniero. Ma se hanno imprigionato il suo corpo di certo non si può dire altrettanto della sua mente.

Noi intendiamo raccogliere il grido di dolore che giunge dagli Emirati Arabi e che quotidianamente risuona attraverso le frequenze di Radio Libertà, sostenendo la causa di Andrea con uno sciopero della fame a staffetta della durata di 24 ore. Un’ azione di dialogo nonviolento per dire al nostro Governo e a tutti coloro che hanno a cuore il rispetto dei diritti umani, della Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo che occorre adoperarsi per garantire il rientro di Andrea in patria, per restituire Andrea ai suoi affetti, alla sua famiglia, al suo lavoro, a quella vita che gli è stata rubata.

Per annunciare la propria adesione, basta un messaggio whatsapp al numero di Radio Libertà 3466427756

Capofila di questa azione di lotta nonviolenta:

Maurizio Bolognetti, segretario di Radicali Lucani

Lucia Tripodi

Maria Antonietta Ciminelli

PER LA LIBERAZIONE DI ANDREA COSTANTINO, PRIGIONIERO POLITICO DA 21 MESI NEGLI EMIRATI ARABI UNITI - GOVERNO ITALIANO, SVEGLIA!

Costantino

SCRIVI - O TELEFONA - AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E AL MINISTRO DEGLI ESTERI AI RECAPITI QUI SOTTO INDICATI:

PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI On. Giorgia Meloni
presidente@pec.governo.it
(riceve anche da casella non certificata)

Centralino: 06 67791

MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI On. Antonio Tajani

Indirizzi abilitati esclusivamente alla ricezione di posta elettronica certificata (PEC):

ministero.affariesteri@cert.esteri.it
Gabinetto dell’Onorevole Ministro degli Esteri On. Antonio Tajani
gabinetto.ministro@cert.esteri.it
Segreteria Particolare : segreteria.ministro@cert.esteri.it
Segreteria Generale: segreteria.generale@cert.esteri.it
Centralino del Ministero degli Esteri:  06 36911

Da 1 anno e 8 mesi un cittadino italiano è prigioniero negli Emirati Arabi Uniti. Si chiama Andrea Giuseppe Costantino, imprenditore nel settore dei prodotti petroliferi. 
Viene arrestato il 21 marzo 2021, sotto gli occhi della compagna e della figlia di 4 anni, senza che sia esibito un mandato e senza che sia avvisata l’ambasciata italiana. 
Per un mese si perdono le sue tracce. 
Si scoprirà poi che è in un carcere di massima sicurezza, in condizioni terrificanti. 
L’accusa contro di lui è fumosa. Il suo avvocato arabo fatica a scoprirla: non c’è un documento depositato, ma solo frammenti: Andrea avrebbe collaborato con l'organizzazione terroristica yemenita degli Houthi: le accuse non trovano riscontro in alcun atto formale e si riferirebbero a un carico di gasolio del tutto legittimo, risalente al 2015/2016. 
Andrea e il suo legale ritengono che l’arresto sia dovuto a motivi politici, “al clima di tensione tra l'Italia e gli Emirati Arabi, a causa dell'embargo sulle forniture di armi agli Emirati deciso a gennaio 2021 dal Governo Conte II”. 
Il 31 maggio scorso, dopo la visita del Presidente Mattarella negli Emirati, Andrea è scarcerato, ma non può tornare in Italia. Rimane recluso presso l’ambasciata italiana ad Abu Dhabi. Le autorità locali decidono che per lasciare il Paese deve pagare una sanzione di 550mila euro, forse la metà: nulla è certo. 
L’unica certezza: Andrea è scarcerato in base all’articolo 228 del Codice Penale emiratino, che si riferisce a “interessi superiori di Stato e nazionali”.
Andrea non può pagare la multa, perché gli hanno confiscato tutto: al  suo mantenimento sta provvedendo il padre, pensionato. Stefania, la sua compagna, ha detto recentemente di sentirsi davanti a “un muro di gomma, anzi forse peggio” e si è domandata: “il caso di Andrea non è una priorità per il Governo in carica?”. Ce lo domandiamo tutti.

FIRMA LA PETIZIONE PER LIBERARE ANDREA COSTANTINO

Nasce Radio Libertà

Dopo 25 anni, da RPL prende vita un nuovo capitolo della nostra storia.

Una radio ancora più aperta, che vuole guardare al futuro senza chiusure ideologiche e senza sudditanza verso i pensieri dominanti.

Per chi si è abbonato in questi anni, nulla cambia: continuate a sostenerci!

“Libertà è partecipazione” (Giorgio Gaber)

PREORDINA LA TUA COPIA QUI!

Antonino Libro Opt

La voce del dottor Giuseppe De Donno non si è spenta con la sua tragica morte. Sopravvive nelle interviste che ha rilasciato qui a Radio Libertà e soprattutto nel racconto dei guariti, curati da lui e dalla sua straordinaria equipe al Carlo Poma di Mantova grazie al plasma iperimmune sviluppato insieme al San Matteo di Pavia.

Antonino D'Anna ha raccolto le storie di alcuni guariti in questo libro, che potete preordinare in formato cartaceo al link qui fornito (ebook disponibile dal 15 agosto su tutte le piattaforme online): buona lettura con l'augurio di coltivare il vizio della memoria, imperdonabile in un Paese come l'Italia.

Preordina la tua copia online: https://www.20090.eu/inkiesta/
Audizione in Senato del Prof. Giuseppe De Donno.
In questi giorni di fermento, di discussione e di protesta, in cui la politica, la scienza, e l'opinione pubblica si confrontano sull'opportunità o meno di adottare il Greenpass, è venuto a mancare il padre della cura al plasma contro il Covid19. Ospite da noi, il professor Giuseppe De Donno, ha raccontato le verità inconfutabili che hanno dato forza alle sue cure e ha espresso le perplessità nei confronti dei mille ostacoli che i media, la burocrazia e una parte della scienza gli avevano incomprensibilmente posto innanzi. Emozionante, e a tratti commovente, la sua voce ferma e pacata risponde alle domande di Giulio Cainarca e di Antonino D'Anna, che lo interrogano sulla cura al plasma, sul rapporto con le istituzioni scientifiche e sul mondo politico in tempo di pandemia. De Donno rinnova con forza la convinzione che da questa pandemia saremmo usciti vincitori, grazie alla cooperazione, restando uniti e vigili, e con l'umiltà che lo ha contraddistinto ridà fiducia nel mondo scientifico, ultimamente rovinato dalle arroganti uscite di qualche dottore più televisivo che da corsia. Buon Viaggio, Doc.